| La "solitudine" dell'imprenditore.
Negli ultimi anni si fa sempre più strada nell’imprenditore una sensazione di solitudine. Questo è ciò che emerge dalle innumerevoli conversazioni fatte dal 2007 ad oggi con i nostri lettori.
Molti sentono l’esigenza di voler essere affiancati da un mentore che li consigli e li guidi nelle loro scelte più difficili.
Mario “Ho 250 dipendenti … cerco il confronto quotidiano con i miei responsabili, ma alla fine, quando si devono prendere decisioni importanti e strategiche, mi trovo sempre solo.”
Luigi “Ho 80 dipendenti che stimo molto … a cui credo di dare fiducia, ma nelle decisioni importanti eccomi qui da solo.”
Carlo “Non ho molti dipendenti noi siamo 50 … opero in un settore di mercato in costante evoluzione, ogni giorno mi dico:”forse qualcuno dei miei oggi verrà con un’idea, una soluzione” ed invece niente, passo la mattinata a ricevere una processione di collaboratori che mi riempiono la testa di problemi, senza mai una risoluzione.”
Aldo “Ho quasi 150 dipendenti, la nostra azienda esiste da più di 30 anni … negli anni abbiamo passato momenti di splendore e momenti meno luminosi … ieri mi sono soffermato a riflettere su chi mi avesse aiutato nelle scelte strategiche o nei momenti di flessione a prendere le decisioni corrette … il bilancio è stato tragico, nessuno. Devo in tutti modi cambiare questo stato delle cose.”
Molti imprenditori si lamentano di non essere compresi e poco aiutati dai propri collaboratori. O meglio, dicono di essere circondati da uno staff che non è propositivo, uno staff che non consiglia anzi, attende di essere consigliato.
Una percezione forte che in realtà anche noi sovente riscontriamo durante i nostri interventi di management temporaneo.
Così l’imprenditore come ultima spiaggia, parla delle proprie idee con il suo commercialista. Ma quando entra nel merito delle problematiche commerciali/tecnico/industriali si accorge che è ancora solo.
Fatte queste premesse, l’imprenditore deve porsi due domande per uscire da questa condizione.
- Perché questo scollamento tra imprenditore e collaboratori oggi è molto più sentito che negli anni passati?
Sulla base della nostra esperienza ecco cosa è accaduto.
La “solitudine” oggi è più sentita che negli anni passati perché l’impresa adesso vive cambiamenti di mercato improvvisi, dovuti alla globalizzazione dei mercati. L’impresa ha quindi necessità di agire, scegliere e decidere in tempi sempre più brevi, ma soprattutto di avere all’interno più competenze eterogenee. Oggi i mercati sono molto più complessi e caotici di 5/10 anni fa.
Questa situazione crea nell’imprenditore pressioni estreme, lo costringe “tuttologo”, ma si deve pur decidere in una azienda e lui decide nel bene e nel male, sentendosi però sempre più solo.
Capire come mai negli anni l’azienda non abbia creato e formato uno staff in grado di dare consigli è una questione molto importante.
Nella grande maggioranza dei casi, lo staff non si è creato per un errore di modello organizzativo che l’azienda ha perpetrato nel tempo. Molto probabilmente accentrare senza delegare in passato, ha portato oggi l’imprenditore a sentirsi solo.
Ecco che in questi casi un manager temporaneo, supportato dall’esperienza ed avulso dalle “abitudini organizzative” dell’azienda, riuscirà facilmente ad individuare quelle risorse strategiche che mancano di spirito propositivo, risultando la figura più idonea ad effettuare il cambiamento ed invertire questa tendenza.
In tutti i nostri interventi il manager temporaneo ha anche la funzione di mentore “competente”, a cui l’imprenditore può far riferimento costantemente.
In realtà sarà il manager temporaneo che proattivamente presenterà soluzioni e strategie relative all’esigenza dell’imprenditore, il quale le dovrà solo avvallare se di suo gradimento.
Il manager temporaneo creerà in azienda quell’armonia e quell’organizzazione dei ruoli che per anni si è inseguito senza successo.
A differenza della classica consulenza direzionale è bene non dimenticare che il manager temporaneo è un grande comunicatore, molto competente, maestro nel travasare le sue competenze sulle figure di riferimento dell’azienda, facendole crescere e rendendole consapevoli dell’importanza dei loro ruoli. |