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"Credo che oggi tutti siano concordi sul fatto che una piccola impresa, senza alleanze, senza strategie di rigenerazione o miglioramento sia costretta ad arrendersi. A volte parliamo di alcune decine di anni di sana imprenditoria che si spengono in pochi mesi sotto la continua pressione di giganti industriali oramai globalizzati"

Cosa si può fare?

Ci chiedono molte aziende.

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GESTIRE LA CRISI AZIENDALE

La gestione della “crisi aziendale” è uno dei temi verso i quali i nostri lettori mostrano sempre maggiore interesse, anche in virtù della contingente e non incoraggiante situazione economica generale.
Abbiamo perciò deciso di concentrare in questa newsletter, una sintesi delle fasi di gestione e caratteristiche tipiche del problema, prendendo spunto dalle circostanze e dalle esperienze vissute nelle nostre attività di management temporaneo volte a gestire e risolvere questo tipo di situazioni aziendali.

I CAMPANELLI D'ALLARME

La crisi aziendale non è assolutamente un fenomeno che si verifica in tempi brevi.

Molti sono i segnali che la precedono e che possono essere avvertiti e gestiti per tempo, ma è indispensabile considerarli in maniera obbiettiva, analizzandoli correttamente e cercando di non confondere i risultati negativi con le cause che li hanno generati.

Gli indicatori di riferimento che più frequentemente mettono in evidenza una situazione di crisi aziendale, sono i seguenti:

• Perdite di esercizio o diminuzioni costanti e significative del fatturato (oltre il 15% anno) ricorrenti negli ultimi 2/3 esercizi.

• Oneri finanziari elevati in rapporto al fatturato sviluppato, diciamo nell’ordine del 10% o superiore.

• Forte indebitamento con le strutture bancarie e con i fornitori.

Tenere sotto controllo questi indicatori integrando magari l’analisi con informazioni di comparazione rispetto alla concorrenza, permette di prevedere situazioni di crisi e di conseguenza, porre rimedio anticipatamente con sforzi sicuramente più contenuti.

L’IMPRENDITORE ED IL SUO RUOLO

L’imprenditore gioca un ruolo fondamentale nella gestione della crisi aziendale.

E’ lui che per primo si rende conto della crisi in atto o in arrivo ed è lui che muove le leve per porvi rimedio.

Non è raro che anche il più bravo e capace degli imprenditori si trovi in difficoltà verso la gestione di una situazione di crisi d’impresa.

L’azienda è una sua creatura, spesso ne vanta la paternità e non è semplice stravolgere le modalità di gestione e le filosofie di condotta che l’hanno portata a svilupparsi negli anni, come non è facile dover decidere di compromettere certi rapporti personali nel bene dell’azienda, magari proprio verso quelle figure che hanno vissuto e contribuito a far nascere e crescere l’impresa fino a quel momento, oppure dover constatare che una delle soluzioni possibili prevede la contrazione di uno o più reparti aziendali.

Tutte queste situazioni rendono l’imprenditore, suo malgrado, un indispensabile attore nella gestione della crisi aziendale ma solamente nel ruolo di chi intelligentemente saprà identificare il giusto supporto esterno come gestore della strategia di soluzione del problema.

Con ciò non si vuole intendere che l’imprenditore non abbia le capacità necessarie per far fronte alla situazione, ma sicuramente un manager esterno, non essendo legato da alcuna forma di “affetto” verso l’azienda e le persone che la compongono, avrà la freddezza e la razionalità necessarie per analizzare il problema ed adottare le strategie più efficaci.

L’IMPORTANZA DELLA PREVENZIONE

E’ importante sottolineare il concetto di “prevenzione", dato che per nostra esperienza, nella stragrande maggioranza dei casi in cui Short Connection viene coinvolta per interventi di Management Temporaneo, l’imprenditore o la proprietà si sono mossi verso l’attività di intervento con ritardo, per mancanza di coordinamento, difficile gestione di problemi interni o semplicemente per errata valutazione della gravità del problema.

Ovviamente intervenire su una situazione di crisi già avanzata è più complesso ed impegnativo.

Per questo motivo è importante per l’imprenditore o la proprietà mantenere costante l’attività di analisi della situazione aziendale e razionalizzare bene, nel caso in cui si riscontrino irregolarità nelle informazioni, se si è in grado di affrontare i problemi e risolverli, o se sia magari più opportuno richiedere un supporto esterno, affidandosi a manager temporanei esperti e capaci di riportare la situazione ai livelli ottimali.

LE TRE SOLUZIONI POSSIBILI

Quando ci troviamo di fronte ad una situazione di crisi aziendale tre sono le strategie di intervento che possono essere intraprese:

• L’azienda può essere ristrutturata, ovvero si interviene in maniera pesante con attività di risanamento e riorganizzazione.
In questo caso, l’intervento di un Manager Temporaneo è sicuramente la soluzione più efficace.
Un manager esterno avrà un approccio al problema pratico e concreto, senza essere coinvolto da relazioni personali interne o da vissuti aziendali, avendo come unico obbiettivo il risultato nei tempi più brevi.
Non a caso tutte le ristrutturazioni di successo sono state realizzate con l’intervento di un nuovo manager che ha rilevato l'azienda o che è stato incaricato di ricoprire ruoli di alta direzione.

• L’azienda può essere ceduta, nel caso in cui ovviamente risulti interessante per il mercato, in termini di parco clienti, prodotti, marchi posseduti, o beni immobili.
Anche in questo caso l’avvalersi di un collaboratore esterno permette all’imprenditore o proprietà di tirarsi completamente fuori dall’operazione di cessione che deve essere effettuata in tempi brevi per non perdere l’appeal dell’offerta e non deve essere assolutamente influenzata da orgogli o da ovvie relazioni affettive verso persone o cose.

• L’azienda può essere liquidata con intelligenza.
Con “Intelligenza” perché, al contrario dell’opinione comune a molti imprenditori che vedono questa soluzione come un fallimento in tutti i sensi, si può procedere con metodo e strategia nel liquidare l’azienda, massimizzando la riscossione dei crediti e attivando attività di conciliazione verso i fornitori e le banche, realizzando il massimo dalla vendita dei beni mobili ed immobili e dimissionando gradualmente il personale, in sintesi, traendo il massimo vantaggio e profitto dall’intera operazione.

Essendo un’attività che sicuramente può rappresentare un trauma per l’azienda, è a nostro avviso da intraprendere con l’ausilio di un manager temporaneo che con sicurezza e determinazione metta in atto le giuste strategie da eseguire con competenza e sopratutto in tempi rapidi.

COSA NON FARE IN UNA SITUAZIONE DI CRISI AZIENDALE

La cosa che risulta essere la più deleteria in assoluto in una situazione di crisi è

…aspettare immobili che la cosa si risolva da se…

perché ciò non accade mai.

P.M. senior partner Short Connection Italia

 

Rigenerarsi, migliorarsi, innovare o arrendersi?

Credo che oggi tutti siano concordi sul fatto che una piccola impresa, senza alleanze, senza strategie di rigenerazione o miglioramento sia costretta ad arrendersi. A volte parliamo di alcune decine di anni di sana imprenditoria che si spengono in pochi mesi sotto la continua pressione di giganti industriali oramai globalizzati.

Cosa si può fare? Ci chiedono molte aziende.

L'unica risposta è investire in strategie, tecnologie e servizi che permettano di creare quel valore aggiunto nello specifico settore merceologico della vostra azienda che vi permetta di differenziarvi dalla concorrenza e soprattutto dai "colossi" industriali che nel gestire molteplici competenze ovviamente non possono avere una peculiarità di "servizio" come invece potrà avere la vostra impresa.

Rigenerarsi, migliorarsi, innovare e prima di tutto liberarsi dai vecchi schemi imprenditoriali che permettevano di innamorarsi di un business per tutta la vita.

Oggi viviamo nell'ipercompetizione. Il nostro consiglio è si, innamoratevi del vostro business ma solo il tempo necessario.

Ciò significa cambiare direzione ogni qualvolta si capisca che il business in uso comincia a deteriorasi. Molti di voi si sentono "costretti" a cambiare perché questa costrizione viene percepita e capita solo nel momento in cui il vostro business comincia ad essere seriamente danneggiato.

Non dovrà essere mai più così. Dovrete cominciare a pensare ai nuovi business proprio mentre il vostro attuale business vive il momento di massimo splendore. Sappiamo benissimo che non è facile distogliere l'attenzione dalla gestione del business trainante, ma dovrete farlo, altrimenti quando capirete che è finito saranno finite anche le risorse per crearne di nuovi.

Questa nostra visione dell'attuale economia è confermata dall'immenso numero di piccole e medie aziende che tutti i giorni si trovano in enormi difficoltà economiche e che nella maggior parte dei casi sopravvivono alla crisi grazie ad un polmone bancario.

Noi di Short Connection Italia riteniamo che la parola d'ordine per il futuro sia cambiare e rigenerarsi continuamente senza mai assopirsi sui successi ottenuti.

Conquistare quote di mercato, posizionarsi, inventare strategie di prezzo o economie di scala, acquisire vantaggi competitivi: nessuna di queste azioni è oggi sostenibile a lungo in nessun settore. Quindi quando un bravo imprenditore raggiunge questi obbiettivi deve già pensare ad altre situazioni che lo portino in condizione di vantaggio quando comincerà il declino dovuto all'ipercompetizione.

Solo un piccolo esempio.

Anni fa un caro amico, esperto del settore alimentare, ebbe l'intuizione di creare uno tra i primi stabilimenti di pizze surgelate. Per alcuni anni ha ottenuto discreti ricavi, ma ogni qualvolta parlavamo del futuro della sua iniziativa, lui aveva ben chiaro che il suo business sarebbe durato fino a quando le multinazionali dell'alimentazione non avessero deciso che quel segmento di mercato era maturo anche per loro. Quando ciò è accaduto, il mio amico ha ceduto senza esitazioni il suo stabilimento di pizze surgelate. Una cessione ovviamente indolore e con enormi ricavi proprio perché il suo business era stato concepito a termine fin dall'inizio.


Questo è un esempio di grande razionalità strategica all'interno di una immensa creatività imprenditoriale. Credo che oggi e ancor più in futuro, nessun imprenditore potrà ignorare questo esempio.

F.B. senior partner Short Connection Italia

 

Rispondiamo alle vostre domande:


Molti di voi ci hanno chiesto: "Che posizioni posso coprire i vostri consulenti e/o manager temporanei all'interno della nostra impresa?"

I nostri manager temporanei solitamente hanno un ruolo ed una responsabilità gestionale relativi all'intera azienda oppure ad una sua funzione o progetto.

Ecco qui di seguito un elenco dei ruoli che il nostro manager può coprire:

· Amministratore Delegato
· Direttore Generale
· Direttore di Divisione
· Direttore Commerciale
· Direttore di Produzione
· Direttore Amministrativo e Finanziario
· Direttore Marketing
· Direttore di Filiale all'estero
· Direttore del Personale
· Direttore Sistemi Informativi
· Direttore Logistica e Acquisti
· Direttore Lavori
· Project Manager
· Tutor dello sviluppo generazionale

Storie di successo 

Cedere un'azienda non vuol dire svenderla

Caso
Una multinazionale operante nel settore dei semilavorati, acquisisce alcune aziende attive nel settore della produzione industriale. Una delle aziende acquisite non viene ritenuta affidabile ed inoltre genera cospicue perdite. La multinazionale contatta Short Connection con l'obbiettivo di analizzare e gestire la suddetta azienda prima della sua ormai prossima cessione.
Short Connection introduce un manager temporaneo con la carica di direttore generale,

Soluzione
Il manager temporaneo inizia la sua attività riorganizzando l'azienda e prendendo le redini della gestione, ridefinisce le strategie e le cariche dirigenziali ed intermedie, infine ne ripristina l'equilibrio economico e finanziario, mettendo l'azienda nelle condizioni ottimali per la sua cessione.
Eliminazione delle figure non idonee; ridefinisce le politiche commerciali;ripristina i rapporti con la clientela esistente e genera nuovi account; migliora i rapporti con i fornitori italiani ed esteri; effettua una completa revisione della produzione ; ottimizza la gestione della rete di vendita e riorganizza l'assetto finanziario.
Dopo circa un semestre dall'inizio dell'intervento del nostro manager temporaneo, l'azienda è nelle condizioni ottimali per essere presentata per la vendita, cosa che avviene a condizioni addirittura superiori rispetto alle previsioni fatte.

 

Per competere è necessario crescere

Caso
Un'azienda operativa nel settore della distribuzione di componenti informatiche, con sede in Toscana, dopo un iniziale momento di crescita si è trovata in una situazione di congelamento dei fatturati, anche se tale stasi si è posizionata su volumi sufficienti per coprire i costi e generare attivo.
Da una nostra prima analisi risulta necessario intervenire sull'organo di direzione generale dell'azienda che con molta probabilità, manca di capacità manageriali per adeguare le strategie al mercato e puntare al raggiungimento di obbiettivi più importanti.

Soluzione
L'intervento di un nostro manager temporaneo permette di riedificare la struttura organizzativa.
Vengono definite nuove politiche basate l'organizzazione del lavoro mediante team operativi integrati fra loro, viene ottimizzata la struttura commerciale e ridefinite le politiche di vendita e post vendita, viene riconfigurato il portafoglio dei prodotti importati dall'estero e riesaminate le condizioni con i vendor italiani, vengono introdotte nuove linnee di prodotti a completamento dell'offerta e vengono definiti nuovi servizi di supporto logistico a favore della clientela.

 

Riscattare un'azienda da una pericolosa situazione di stasi

Caso
Una struttura impegnata nella produzioni di stampi presso fusi in Veneto, vive da circa un anno una situazione di difficoltà, sia legata alle vendite che alla scarsa qualità della produzione dovuta all'obsolescenza dei macchinari utilizzati.
Short Connection, viene chiamata ad intervenire con una figura di management temporaneo con l'obbiettivo di analizzare i problemi e ripristinare una condizione più favorevole per i futuri sviluppi dell'impresa.

Soluzione
Il nostro manager temporaneo entra in azienda dopo circa due settimane dalla richiesta con la carica di direttore generale e sviluppa un'analisi completa sia dei cicli finanziari che produttivi.
Viene steso ed approvato un piano di riorganizzazione e vengono ottenute le risorse finanziarie necessarie dagli istituti di credito.
L'azienda viene così ricapitalizzata e dotata di uno staff di quadri intermedi per una migliore e più coordinata gestione delle aree produzione, commerciale ed amministrativa.
Vengono inoltre aggiornati i macchinari più obsoleti con delle soluzioni moderne e meno costose in termini di gestione e manutenzione ed in parallelo viene data la necessaria formazione al personale di riferimento.
Dopo poco più di un anno le vendite subiscono un incremento del 45%, il numero dei clienti aumenta e vengono sviluppati nuovi contratti con clienti esteri, la qualità della produzione migliora notevolmente e il bilancio dell'azienda mostra un soddisfacente attivo.


Adeguarsi alle nuove tecnologie per essere competitivi

Caso
Un'azienda di trasporti con sede in Emilia Romagna, si trova in svantaggio verso i suoi concorrenti per la scarsa dinamicità dovuta alla mancanza di un'adeguata struttura informatica.
L'imprenditore, si rende conto della necessità di integrare una competenza verticale e contatta Short Connection per un'analisi del problema.
Dall'analisi risulta necessario creare un nuovo modello organizzativo ed attivare un processo di cambiamento culturale del personale direttivo ed intermedio.

Soluzione
Un nostro manager temporaneo con profonde competenze in ambiente IT viene integrato con la carica di direttore tecnico.
Viene elaborato il nuovo modello organizzativo che prevede l'implementazione di un network di clients gestiti da un server centrale, con l'obbiettivo di integrare la futura architettura web già prevista, ma non ancora sviluppata, per la gestione dei servizi offerti via Internet.
Vengono inoltre selezionati ed implementati gli applicativi (software) per gli ambienti gestionale, logistica e crm.
Attraverso una sessione di corsi di formazione in aula ed "on the job", ciascun membro del personale direttivo ed intermedio viene formato adeguatamente.
Sempre con l'ausilio del nostro manager temporaneo, viene presentato ed approvato il piano della nuova architettura web e di conseguenza vengono introdotte nuove figure all'interno della divisione tecnica per lo sviluppo e la manutenzione.
Dopo circa tre mesi dalla partenza del progetto, l'infrastruttura informatica funziona a regime e nei quattro mesi successivi la nuova architettura web è implementata e perfettamente operativa.
Oggi, a distanza di otto mesi dalla fine del nostro intervento, l'azienda ha superato in termini di risultati parte dei suoi concorrenti di riferimento e sta continuando ad acquisire nuove quote di mercato.


 
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