| Contradditorie
paure imprenditoriali Richard
mi scrive via e-mail: “Luigi
non penserai di saltare il turno… è già il
secondo mese che non scrivi per la nostra newsletter!.
Ti vengo in aiuto lasciandoti carta bianca sull’argomento
da trattare, ma scrivi.” Beati
quelli del marketing che pensano alle newsletter,
io ( Luigi ) sto lavorando come manager temporaneo
presso un’azienda manifatturiera con 200 addetti
a 300 Km da casa, azienda che mi assorbe 12 ore al
giorno. Fortunatamente per adesso non ho figli altrimenti
mi chiamerebbero zio.
Faccio
questo lavoro con entusiasmo e soddisfazione da
più di dieci anni.
Questa è solo una piccola “cattiveria” per
il mio amico Richard che spero vorrà pubblicare
in testa all’argomento da me redatto.
Come
vedi non ti ho censurato. Richard Bennet Oggi
vi racconterò ciò che ci accade
inizialmente e successivamente, quando lavoriamo
insieme ad un imprenditore che per la prima volta
ha deciso di affidarsi a Short Connection Italia.
Come
certo già saprete, noi di Short Connection
Italia per politica aziendale, non abbiamo una struttura
commerciale.
Dopo una valutazione attenta della richiesta di
consulenza e un ampio scambio di idee telefonico
ed epistolare. Il nostro staff seleziona due manager/consulenti
la cui somma di competenze possa sicuramente coprire
ogni problematica scaturita dai precedenti colloqui.
Il
primo incontro. L’imbarazzo dell’imprenditore.
Sovente
al primo incontro, specialmente nelle aziende che
non hanno mai usufruito di manager esterni, l’imprenditore
trova una forma di imbarazzo nell’esporci il
proprio problema. Non è un imbarazzo caratteriale,
ma inconscio. Un inconscio che scaturisce dal semplice
pensiero che naviga nella loro mente mentre espongono
il problema. Se potessimo visualizzare questo pensiero
ci vedremo scritto: “Faccio questo lavoro da
più di 40 anni e ho sempre fatto tutto da
me… ma questi due come fanno ad arrivare alla
mia esperienza… non capiranno niente di ciò che
gli sto raccontando!”
Questi
due siamo io ed il mio collega, che in realtà stiamo
ascoltando ciò che ci viene raccontato e cerchiamo
di capire da un linguaggio inconsciamente criptico
le esigenze da affrontare.
La
schiarita – Sono
in gamba devo ammetterlo
Siamo
a colloquio da più di un ora e le cose
cominciano a cambiare. L’imprenditore prende
fiducia nelle nostre competenze e noi finalmente
non dobbiamo più decodificare i messaggi.
Com’è accaduto il cambiamento? Semplicemente
perché l’imprenditore durante il colloquio,
subissandoci di domande continue a cui ha ottenuto
risposte sempre competenti ha capito che di noi si
può fidare. L’esame è passato.
Dieci
anni fa mi domandavo come ciò potesse
avvenire, e un po’ la cosa mi irritava, oggi
ho capito che per molti imprenditori è difficile
credere che due manager esterni possano entrare così velocemente
nelle tematiche della loro azienda, questioni che
loro gestiscono in prima persona oramai da decenni.
Lo
so, sembra strano, però per noi abituati
a razionalizzare confrontandoci ogni giorno con problemi
diversi, entrare in poche ore in sintonia con l’imprenditore
e l’azienda è molto semplice.
E’ per
questo che non ci definiamo consulenti, ma siamo
manager temporanei che fanno anche consulenza.
Qualcuno di voi potrebbe essere giustamente scettico.
Richiedete un incontro a Short Connection Italia
e rimarrete piacevolmente stupiti.
La prima giornata di consulenza.
Siamo
al quarto caffè e la riunione è giunta
oramai al termine.
A
volte per noi è questa la fase più dura.
Ciò accade quando le problematiche sottoposteci
non hanno a nostro avviso soluzione o addirittura
quando le strategie da attuare sono imposte dall’imprenditore.
Ci congediamo dalla riunione non accettando il futuro
incarico. Non operiamo mai su di una consulenza di
cui non siamo assolutamente convinti della buona
riuscita della stessa.
Nell’altro caso alla fine della riunione abbiamo
già razionalizzato le tipologie di intervento
da attuare e le sottoponiamo all’imprenditore
che se concorda, ci autorizza alla fase successiva
del nostro modello di consulenza, l’analisi
di focalizzazione.
L’analisi di focalizzazione cos’è e
perché va fatta?
L’analisi di focalizzazione che viene svolta
dai nostri manager/consulenti presso la sede del
cliente, ci permette di analizzare e verificare l’esattezza
delle problematiche presentate dall’imprenditore
durante il nostro primo incontro.
Durante
l’analisi di focalizzazione, intervistiamo
il personale aziendale che riteniamo essere coinvolto
nelle tematiche che siamo chiamati a risolvere.
Molte
volte ci accorgiamo dopo le interviste ed un’analisi accurata dei processi aziendali
che l’imprenditore ha si ben inquadrato il
problema, ma non ha ben capito le cause.
Questa
situazione può sembrarvi paradossale,
ma ha una semplice spiegazione. Chi vive l’azienda
tutti i giorni in prima persona come l’imprenditore,
spesso non si accorge delle vere cause di certe inefficienze
proprio perché convive con le medesime da
anni. Forse l’azienda è nata così e
crescendo non ha dato importanza ad alcuni aspetti
dai quali oggi non può più prescindere.
Solo
quando la dimensione aziendale diventa importante,
oppure
quando fattori congiunturali esterni all’azienda
aumentano le problematiche, anche le antiche inefficienze
con cui si è convissuto per anni concorrono
a diminuire l’efficienza aziendale. Ecco che
allora l’azienda non “va” più come è sempre “anadata”
Nel
corso dell’analisi di focalizzazione ci
confrontiamo giornalmente con l’imprenditore
per condividere le nostre scoperte.
Imprenditore : incredule, scettico sulla difensiva
“Allora… le volevamo dire che oggi durante
la nostra analisi è emerso che…” con
dovizia di dettagli seguendo i nostri appunti raccontiamo
fatti e sensazioni percepite, cominciando a delineare
sempre più esattamente le cause dell’inefficienza
aziendale.
Anche
in questa fase sovente percepiamo il disagio dell’imprenditore che torna a pensare – “Faccio
questo lavoro da più di 40 anni e ho sempre
fatto tutto da me… non sono queste le cause
dei problemi…”
Devo
ammettere che questa è una delle fasi
del mio lavoro che prediligo perché è difficile
e importante, tuttavia al contempo colma di soddisfazioni.
E’ qui che io ed i miei colleghi dimostriamo
all’imprenditore nostro interlocutore, capacità strategiche,
organizzative e competenze reali specifiche. Cominciamo
con il dimostrare senza ombra di dubbio la fondatezza
delle nostre idee e scoperte. Facciamo razionalizzare
l’imprenditore su argomenti a cui non ha mai
posto attenzione. Cerchiamo di far ben capire che
qui non si tratta di stabilire chi è il più “bravo” noi
o l’imprenditore, noi di Short Connection non
siamo in competizione con nessuno. Bensì parliamo
di fare nuove strategie e processi aziendali nell’interesse
esclusivamente e assoluto dell’azienda stessa.
Certo, non siamo là per convincere nessuno,
noi non dobbiamo convincere nessuno, noi siamo là per
dare certezze su politiche aziendali corrette.
Il feeling
Nel
corso dell’analisi di focalizzazione nasce
il feeling tra noi e l’imprenditore che giorno
dopo giorno comincia a riporre in me e nei mie colleghi
maggiore fiducia. E’ ovvio che ad ogni nuova
proposta di cambiamento qualche sintomo nostalgico
riaffiora - “Faccio questo lavoro da più di
40 anni e ho sempre fatto tutto da me…” ma
va momento dopo momento affievolendosi. Riapparirà più forte
al momento vero del cambiamento, cioè quando
metteremo in pratica i cambiamenti concordati con
l’imprenditore.
Presentazione dell’analisi, inefficienze
soluzioni e fasi del cambiamento
Avendo
già ampiamente condiviso con l’imprenditore
nei giorni di analisi presso l’azienda opinioni
ed idee, la relazione finale non è certo una
novità per entrambi, ma una sintesi dell’inefficienze
delle possibili soluzioni, delle fasi e quali manager
servono per mettere in atto il cambiamento.
Al termine della presentazione candidiamo i responsabili
interni (se esistono, se hanno il carattere e le
competenze necessarie ) idonee a portare avanti il
cambiamento con la nostra supervisione.
Se
ciò non fosse possibile per vari motivi
allora sottoporremo all’attenzione dell’imprenditore
la figura/e più idonea nella rosa dei nostri
manager temporanei per effettuare il cambiamento
richiesto.
Un
manager temporaneo nella vostra azienda (segue
nella prossima newsletter)
L.M.
senior partner Short Connection Italia
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